Spyglass: un esperimento riuscito. Di Giulia Sbrizza

 

Quando a dicembre ho accettato di prendere parte all’iniziativa “Spyglass – Be the voice of your generation”, promossa dalla Cooperativa sociale Studio Progetto, non avrei mai pensato di rallegrarmi della leggerezza con cui avevo compiuto quella scelta. Oggi, al termine del primo meeting provinciale per le politiche giovanili, posso ben dire che le decisioni prese a cuor leggero sono spesso le scelte migliori che si possono fare.

Ma come si è tradotto concretamente questo progetto finanziato dal  programma europeo “Erasmus+”? Un gruppo eterogeneo di ragazzi, i moderatori e tanta voglia di farsi sentire. Basterebbero queste poche parole per riassumere i cinque giorni di lavori, svoltisi tra l’8 e il 12 marzo nella splendida cornice della Casa del Custode di Villa Rossi a Santorso.

Vi voglio raccontare nel dettaglio questa esperienza.

Dopo una prima fase iniziale di raccolta dati presso i Comuni di appartenenza, per noi ragazzi è giunto il momento di incontrarci e incontrare fisicamente i nostri coordinatori, Andrea Rilievo e Alessandra Dal Pozzolo.

Grazie al supporto e al tramite degli organizzatori, si è da subito venuto a creare un solido gruppo di giovani menti aperte e volenterose, accomunate dal sentimento per il nostro territorio di appartenenza, ma, allo stesso tempo, criticamente rivolte a evidenziarne le problematicità.

Nei primi giorni di lavoro, è stata analizzata la situazione attuale dei diversi Comuni, raffrontando e quantificando i vari dati sulla base degli otto campi d’azione della ‘European Youth Strategy’ (istruzione e formazione, occupazione e imprenditorialità, salute e benessere, partecipazione, attività di volontariato, integrazione sociale, giovani e mondo, creatività e cultura). Dunque, forti della nostra intraprendenza e delle esperienze accumulate all’estero dalla maggior parte dei partecipanti, si è iniziato a sciorinare tutta una lista di necessità e bisogni de giovani e, quindi, una serie di concrete proposte, idee ed iniziative utili a colmare alcune delle lacune territoriali, nonché a promuovere il cambiamento di prassi consolidate nella gestione delle politiche giovanili da parte delle Amministrazioni locali.

I risultati di questi incontri sono stati poi esposti in occasione della conferenza tenutasi l’11 marzo presso Palazzo Toaldi Capra a Schio; quest’incontro, forse primo nel suo genere, ha avuto il merito di permettere il confronto tra i giovani e gli Amministratori locali.

I punti toccati sono stati davvero molti e assolutamente interessanti, spesso corredati da soluzioni e proposte concrete; ad esempio, si è parlato di creazione e valorizzazione di aule studio, nuove forme di mobilità, istituzione di una tessera punti per il lavoro volontario e supporto allo sviluppo dell’associazionismo giovanile.

Al di là dell’intrinseca importanza di questo primo meeting e della dinamicità delle diverse idee emerse, che si avrà ulteriormente modo di approfondire ed esaminare in occasione della seconda conferenza in calendario ad ottobre, vorrei concentrarmi a descrivere il significato dell’esperienza dall’ottica di noi giovani partecipanti.

Riunire più di venti tra ragazze e ragazzi, con un range anagrafico maggiore di dieci anni, per parlare di politiche giovanili è essenzialmente una sfida, sia da parte degli organizzatori sia da parte dei partecipanti. Ciò che mi sento di testimoniare è che questa sfida è stata vinta: la sinergia che si è venuta a creare all’interno del gruppo mi ha letteralmente stupito, non credevo, infatti, che il solo interesse provato nei confronti del proprio territorio potesse così ben coniugare intenti ed espressioni.

Oltre ai legami di amicizia, che hanno ben presto preso vita tra noi giovani, sono rimasta affascinata dalla maturità e pacatezza con cui si è svolto il confronto intra nos, nonché dal rispetto vicendevolmente dimostrato nell’esposizione delle diverse opinioni; anche i meno disinvolti sono stati incoraggiati ad esprimersi e quindi ascoltati. Infine, va evidenziato l’entusiasmo che ha animato il gruppo sin dalle fasi iniziali, eccitazione sapientemente incanalata dai nostri coordinatori.

Credo che questa iniziativa sia stata utile, in primo luogo, a noi giovani, come esperienza di vita che aiuta a crescere, ma ritengo anche che valichi i confini del nostro gruppo e possa rappresentare un valido esempio di successo nella costruzione di dialogo tra istituzioni e cittadini, specialmente nel lungo periodo.

Noi giovani abbiamo la volontà di metterci in gioco, se ce ne viene data l’opportunità.

 

Giulia Sbrizza

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